Maledetta, stramaledetta Europa

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Pensieri in libertà al tempo del #coronavirus

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Hammamet: accadde in Tunisia

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Gli Indaco Project all'Auditorium, un miscuglio di suoni e di colori

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Il piatto della guerra

Il tratto distintivo più eclatante dei nostri giorni è la carenza di umanità. L'ingrediente principale per la preparazione del piatto della guerra, lo cucinano coloro che antepongono la propria conservazione all'umanità. Che quella pietanza faccia schifo, purtroppo non se accorgono in molti. E quando se ne accorgono, succede solo dopo che l'hanno ingoiata e digerita. Perché solo allora si rendono conto di quello che è, del suo vero nome. Puro sterco umano.

Stefano Faraoni

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Stefano Faraoni alle Terme Sibarite: successo per la serata culturale organizzata da Rotary e Liocorno

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Rotary e Liocorno insieme per promuovere cultura: alle Terme Sibarite “Le stimmate negli occhi” di Stefano Faraoni

Sabato 13 aprile 2019 sarà presentato a Cassano All’Ionio,  nella Sala Igea delle Terme Sibaritide, l’ultimo lavoro dello scrittore Stefano Faraoni: Le stimmate negli occhi.

 

L’iniziativa è stata organizzata dal Rotary Club Sibari Magna Grecia Cassano All’Ionio in collaborazione con l’Associazione Liocorno, con il patrocinio sia del Comune di Cassano All’Ionio che delle Terme Sibarite. All’evento parteciperanno il Presidente delle Terme Sibarite, dott. Domenico Lione,che porterà i sui saluti; la dottoressa Rossella Iuele, Presidente del Club Rotary Locale; l’Architetto Carlo Forace, Presidente dell’Associazione Liocorno. A condurre la serata sarà la giornalista Eleonora Gitto...Continua a leggere

 

 

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Matteo Renzi e le mignatte del giornalismo bastardo 

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Pari opportunità o quote rosa?

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La grande bellezza trionfa e Roma brucia

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Putin, Berlusconi e l'Ucraina. Se un dittatore russo rispolvera il nazionalismo sovietico.

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Frank Zappa e i miei splendidi 23 anni

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I racconti della grande Guerra. Ospite della serata "L'orgoglio e la neve"

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L'orgoglio e la neve, una bella recensione

Pur avendo un protagonista principale nel piccolo (almeno agli inizi) Giovanni, il romanzo è "corale", espressione delle vicissitudini e i sogni di un gruppo di italiani agli inizi del secolo scorso. La storia abbraccia un arco di tempo lungo, diventa quasi narrazione epica, e fonde la narrativa alle immagini poetiche.

 

D’effetto il contrasto tra gli orrori della guerra di cui Giovanni diverrà testimone suo malgrado, e la sorpresa della rivelazione della neve, quasi un’epifania in un mondo grigio di morte.

 

L’idea della storia è molto bella e solo leggendo l’anteprima traspare un desiderio di raccontare tanto da parte dello scrittore a cui fa seguito un desiderio di conoscere tanto da parte del lettore. Questo è un pregio incredibile! Stile molto ben curato e scorrevole. I miei complimenti!

 

Dino Conversano

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Finalmente Le stimmate negli occhi

"Esiste un punto in alto, dove la bellezza e l'amore si toccano: lì comincia la musica…”. Venerdì 11 ottobre 2013 è stato presentato a Roma nella Sala del Carroccio del Campidoglio, l’ultimo lavoro dello scrittore Stefano Faraoni: Le stimmate negli occhi.

 

"Talvolta basta una frase a farci un'idea di un libro, di uno scrittore. Stefano Faraoni non è uno scrittore in erba ma un manipolatore di parole e di sentimenti, con cui riesce a prenderci, sempre, e a portarci in un punto, in alto, dove la letteratura e la prosa diventano poesia. Una poesia che tocca nel profondo e ci lascia senza fiato". Basterebbero le parole di Andrea Serafini, Direttore artistico del Teatro Fara Nume di Roma – Ostia Lido -, per capire che siamo di fronte a un’opera dalla lettura intensa, che a volte sembra togliere il respiro, tanto è dura e feroce da metabolizzare, e a volte lascia spazio a una dolcezza lieve che ha come sottofondo un unico filo conduttore: la musica...Continua a leggere

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Le stimmate negli occhi

Prova a scrollarti di dosso la diffidenza, a fidarti. Se sei un buon lettore e pensi a una storia vera, ancorata alla realtà; se pensi a un romanzo che tratti argomenti importanti; se credi che l'indifferenza possa essere sconfitta con la conoscenza; se ritieni comunque che, su carta o digitale, qualche ora della tua vita e qualche euro siano nulla in confronto a quel tesoro inestimabile che si chiama letteratura; se pensi anche una sola di queste cose, provo a darti un consiglio: forse "Le stimmate negli occhi" può regalarti qualcosa che resta. 
S.F.

 

Il mio ultimo lavoro "Le stimmate negli occhi" è finito. La prima presentazione ci sarà l'11 ottobre. Mi auguro che, per chi deciderà di saperne di più su una storia che tratta di pedofilia e non solo, sia una buona lettura. 

 

Il libro è in vendita, anche in versione eBook; sul Ilmiolibro.it (gruppoeditoriale L'Espresso); Lulu.com; Amazon.it e in tutte le librerie Feltrinelli (su ordinazione)

 

Vai alla sezione "Hanno detto" per leggere recensioni e commenti

 

Il progetto grafico della copertina è stato curato da Valentina Gaglione

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Ti perdono tutto

In questi giorni la logica del siamo tutti colpevoli ha raggiunto il parossismo. Esistono giornali e telegiornali specializzati nel prendere un granello di polvere, ampliarlo a dismisura e farlo diventare una valanga mediatica in grado di travolgere tutto. Cosicché la gente non distingue più, mette sullo stesso piano il granello di polvere e la valanga. Ovviamente la tattica serve per coprire le cose più gravi, cercando di lasciarle impunite.

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I nuovi eroi

Si legge pressoché quotidianamente di "eroi". In maniera del tutto impropria, falsa. Basta aprire un giornale e compaiono eroi di ogni genere e risma. Oggi si legge che sei bambini guariti con le staminali sono sei piccoli eroi. Non ci poteva essere notizia più bella, per i bambini e per la scienza. Ma questi ragazzini non sono eroi; non c'entra nulla. Eroe è colui che, con sofferenze indicibili, a rischio della propria incolumità e a volte della vita, compie atti di straordinaria umanità. A favore degli altri, mettendo in gioco se stesso. Per me, questo è l'eroe. E la stragrande maggioranza di questi sono silenti, invisibili, appena percepibili. Eroe è colui che dona un pezzo di se stesso agli altri sacrificando se stesso. Eroe è colui che se la passa male, che ha perso gli affetti, magari la famiglia e il lavoro, ma che nonostante tutto si sveglia alle quattro del mattino perché deve salire su quell'autoambulanza per il servizio di volontariato. Per gli altri, con gli altri. Chi conosce costui? Chi sa che ha perso il lavoro? Pochi o nessuno, eppure è un eroe nel senso più pieno, pulito e incontrovertibile del termine.Onore e rispetto a costui, a costoro. Le cose che fanno sono talmente grandi che non c'è bisogno né di giornali né di pubblicità. Ma stanno iscritte, marchiate a fuoco, nella storia silenziosa dell'umanità, quella più vera.

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Una gradita sorpresa

A volte accadono cose belle, quando non sono provocate e non te le aspetti. Così, casualmente, mi sono imbattuto in questa pagina di una grossa ditta di colori che ha a che fare, indirettamente, anche col mio lavoro. E ho scoperto che l'improvvido autoredella dissertazione artistico-letteraria sui colori, fra alcuni nomi - che solo a citarli ti vengono i brividi - ne ha inserito uno che conosco molto bene. Bè, devo dire che la cosa mi ha emozionato. Vai al sito

 

 

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Ricordando Giordano Bruno

Il 17 febbraio del 1600 Giordano Bruno fu arso vivo per volere della Santa inquisizione. Quel rogo in Campo dei Fiori non si è mai spento. Da allora continua ad ardere per ricordare a tutti i delitti efferati di cui, nei secoli, si è macchiata la Chiesa. Una riflessione per ricordare il grande filosofo nolano. 

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Il Papa, la Chiesa e l’organismo vivente

In fondo la Chiesa è una sorta di organismo vivente, un batterio capace di sopravvivere alle più avverse condizioni atmosferiche, nascondendosi, allargandosi al bisogno, rigenerandosi. Un po’ come d’altronde il vecchio PCI in campo politico o, più in generale, certa cultura gattopardesca innervata profondamente nel meridione d’Italia: cambiare tutto per non cambiare niente.

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Ison, se una cometa...

Se da una plaga dell'universo si apre una finestra, qualcuno viaggia. E' luce pura: da un'altra dimensione, dal freddo assoluto del nero più vivo, il fremito tiepido di un sasso, come una campana in un villaggio, ricorda che nell'altro siede vero il pensiero. Nella notte, lontano dai miasmi del giorno a dal calore confuso del sole. Nel buio non è la fiamma, ma il tepore inciso di un segnale che sta dentro di noi, cometa che viaggi. Nel vento che porti con te di giorni infiniti, sai dove devi arrivare, fino a scioglierti prima o poi di nuova vita. Sai che tornerai, oh se lo sai, in altra forma e con questa vita, piccolo raggio di luce.

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Gocce d'acqua di vita. Pensando a Marco Pannella

Penso che Marco Pannella abbia deciso di morire. Personalmente ho vissuto con lui una bellissima esperienza amministrativa durata cento giorni, nell'ufficio di Presidenza della XIII Circoscrizione di Roma. In poco tempo mi ha insegnato tante cose. In poco tempo ci ha insegnato tante cose. 

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Se la vita non è né un diritto né un dovere

Foto di E.Gitto
Foto di E.Gitto

Esiste un diritto alla vita? Certo che sì, potrebbe essere la risposta più immediata, posto che la vita viene comunemente indicata come il bene più prezioso, e quindi meritevole di essere tutelato nel migliore dei modi, facendola assurgere al primo dei diritti. Ma è realmente così? Propenderei per il no, cercando di spiegare perché.

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Josè Saramago e la Chiesa

"De mortuis nihil nisi bonum", dei morti non si parla mai male. In controtendenza e senza un briciolo di carità cristiana, i maggiori giornali cattolici, come l’Osservatore Romano, si sono avventatiinvece su Josè Saramago, premio Nobel 1998 per la letteratura, tacciandolo di materialismo e comunismo. 

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L’Africa e la teoria della disumanità

La Chiesa non persegue obiettivi economici, sociali e politici – ebbe a dire Benedetto  a proposito dell’Africa - ma annuncia il Vangelo, che genera una irresistibile forza di pace e di riconciliazione forte e radicale”. Passi anche per la pacchiana ignoranza della storia di chi dice che il “Vangelo genera una irresistibile forza di pace”, ma…

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Morte dolce, un diritto per ogni uomo

Quel piccolo momento di infinito respiro 

 

Immagino per un attimo un uomo, forse io, o una donna alla fine dalla vita. Non è facile, ma tento di farlo. In questo corpo stanco, troppo stanco, i pensieri, se ancora ci sono, sono un filo etereo confuso al quale appendere ancora l’abito dell’esistenza.

I pensieri vorrebbero pensare di più, essere più pensieri, ma c’è qualcosa che li ferma, li annichilisce, prorompe con tutta la propria cieca e indefettibile violenza a frustrarli, a vanificarli. Su quel mondo strano, all’esterno, parlano di speranza come sommo taumaturgo, e vorrei crederci, perché quando non ce la fai più puoi attaccarti solo all’illusione, gioco feroce, e tenerla stretta.

Ma in questo gioco d’illusione, c’è posto ancora per la vita? Essi, fuori, che guardano, hanno occhi di chi ambisce capire, ma non vuole entrare, vuole essere perfettamente fuori. Sì, le lacrime, sì i sussurri, ma fuori: essi sono fuori. Forse la morte appartiene loro, perché non capiscono che essi sono fuori. Non sanno perché ancora non hanno provato...Continua a leggere

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From the beginning

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Il cambiamento. L’etica dell’applicazione

Se non fosse che al giorno d’oggi la parola d’ordine è, sempre e comunque, cambiamento (o al massimo rinnovamento), saremmo tentati di dire: ma dove sta scritto? Siamo sicuri che è davvero così? Per effetto di ciò le leggi devono cambiare, la società deve cambiare, la politica e l’informazione idem, e quant’altro...

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Il mondo a testa in giù

E’ un mondo strano questo. Ora lo Stato, cioè i cittadini, deve dare i soldi alle banche perché hanno sbagliato. Ma le banche quando andavano bene non hanno mai aiutato nessuno a fondo perduto, men che meno i cittadini. E’ esattamente il contrario di quanto deve accadere in un mondo normale e logico: nei momenti di benessere chi ha di più (cioè le banche) dovrebbe redistribuire a chi ha di meno, e non accade mai; nei momenti di malessere si dovrebbe pensare innanzitutto all’economia reale (altro che banche), alle capacità economico-finanziarie dei cittadini, e non sembra che tiri quest’aria se non in termini di briciole e contentini. E comunque lo Stato (cioè sempre i cittadini) interverrebbe per aiutare le banche e poi se stesso (cioè sempre i cittadini) . Quindi la gente paga due volte, quando le cose vanno male.

 

E quando le cose andranno bene per le banche (prima o poi succederà), le banche non restituiranno allo Stato, cioè ai cittadini, quanto indebitamente percepito con tanto di interessi, cosa che le banche hanno fatto sempre senza guardare in faccia a nessuno. E quando qualcuno non pagava non succedeva mai che le banche rinunciassero a un pignoramento. Strano, davvero molto strano questo mondo.

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