Matteo Renzi e le mignatte del giornalismo bastardo 

Esiste una categoria di persone, nella fattispecie giornalisti, che vivono del sangue succhiato alle persone, come una mignatta attaccata alla pelle. Le sanguisughe spesso non si vedono, ma stanno là, abbarbicate al corpo, e succhiano, succhiano finché possono. Loro sanno che vivono di quel sangue. Quel sangue può far finire una persona ma serve a nutrire i loro giornali, e quindi a far campare loro, giornalisti, con i proventi eticamente illeciti dei loro servizi, dei loro articoli, delle loro inchieste. Esse campano sulla decomposizione degli altri, come una mala pianta che avvinghia un albero.

 

Le mignatte stanno a destra e a sinistra. Quando sono di destra si chiamano sovente "Il Giornale" o "Libero"; quando stanno a sinistra, si chiamano "Il Fatto Quotidiano". Il principale obiettivo delle mignatte è la scomposizione per usura, non in termini politici, ma in termini umani, delle persone. E', uscendo di metafora, il discredito. Laddove queste persone non possono essere mandate a casa con i mezzi leciti della politica, intervengono i mezzi dell'arte giornalistica.

 

Renzi è difficile che cada per responsabilità politiche, ma è più facile, e l'abbiamo sempre detto, che possa cadere su uno scontrino. Come Marino. Così il Fatto quotidiano, che non sopporta antropologicamente Renzi, ha deciso di fargli pagare che la politica non riesce a mandarlo a casa. Le inchieste non le fa la magistratura, le inchieste le fanno i giornalisti. I quali si mettono di buzzo buono e sguinzagliano gente pagata per cercare negli archivi del politico di turno, ad esempio, le colpe di un padre o di un nonno che possono ricadere, molto cristianamente, sul figlio. 

 

In un articolo del Fatto Quotidiano di oggi, si legge che Renzi andava a mangiare la pizza (con i soldi pubblici?) addirittura a cento metri da casa sua dove vive con la moglie e i figli. L'accostamento della moglie è bastardo, perché si vogliono richiamare in maniera subdola i pranzi contestati a Marino con la moglie. Non potendo ovviamente scrivere che Renzi andava a mangiare la pizza con la moglie, il richiamo della moglie Il Fatto Quotidiano doveva metterlo, e allora si è inventato che la moglie abita con Renzi a 100 metri dalla pizzeria. Colpa gravissima. Non solo, addirittura Renzi, quando è venuto a Roma, ha avuto l'altra colpa inescusabile di aver soggiornato nell'hotel dove "soggiornava Craxi". Altro accostamento così forzato da renderlo addirittura disgustoso. Renzi avrebbe dovuto evitare, per non esserne infettato, di frequentare quell'albergo perché lì c'era stato venti anni prima Bettino Craxi. E vai con l'ultima forzatura, perché poi si ricorda che lì "erano state tirate le monetine a Craxi". 

 

Questo è giornalismo bastardo, ammesso che si possa chiamare ancora giornalismo. Dello stesso infimo livello delle inchieste-persecuzioni giornalistiche sul colore dei calzini dei magistrati che dovevano condannare Berlusconi. E' la stessa, identica cosa: non cambia nulla. 

Ma, come nel gossip, sono le cose bastarde quelle che pagano di più, quelle che nutrono le mignatte. Altrimenti certi giornali chiuderebbero domani.

 

Stefano Faraoni

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