Frank Zappa e i miei splendidi 23 anni

Ero proprio un bel paravento. Un clandestino, uno sfrontato, mi armavo della mia sfacciataggine e via. Stavolta il biglietto ce l'avevo, ma non avrei dovuto entrare lo stesso, almeno così presto. Era un po' che stavo là fuori e il concerto mi sembrava già iniziato. Macché, era quel maniaco di Zappa che, con maniacale, ossessiva ripetitività faceva provare i suoi tre o quattro ore prima. Io non potevo aspettare, non esisteva.

 

"Hi Joe!" Dissi qualcosa di simile all'inserviente che stava davanti al cancello del mattatoio, mostrandogli velocemente il tesserino dell'università. Potevo essere un addetto al palco o qualcosa di simile. Joe, o come cavolo si chiamava, stava chiacchierando e nemmeno si è voltato. Mi sono piazzato lì sotto, guardando Frank dirigere i suoi con tanto di bacchetta: non mi sarei più mosso fino a quando non fosse cominciato il concerto vero e proprio, un concerto pazzesco, il meglio del meglio della musica rock di allora e forse non solo.

 

Steve Vai e Frank Zappa in forma smagliante. 10 luglio 1982 e i miei splendidi 23 anni. Roma, concerto al vecchio Mattatoio, Testaccio.

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