I nuovi eroi

Si legge pressoché quotidianamente di "eroi". In maniera del tutto impropria, falsa. Basta aprire un giornale e compaiono eroi di ogni genere e risma. Oggi si legge che sei bambini guariti con le staminali sono sei piccoli eroi. Non ci poteva essere notizia più bella, per i bambini e per la scienza. Ma questi ragazzini non sono eroi; non c'entra nulla. Eroe è colui che, con sofferenze indicibili, a rischio della propria incolumità e a volte della vita, compie atti di straordinaria umanità. A favore degli altri, mettendo in gioco se stesso. Per me, questo è l'eroe. E la stragrande maggioranza di questi sono silenti, invisibili, appena percepibili. Eroe è colui che dona un pezzo di se stesso agli altri sacrificando se stesso. Eroe è colui che se la passa male, che ha perso gli affetti, magari la famiglia e il lavoro, ma che nonostante tutto si sveglia alle quattro del mattino perché deve salire su quell'autoambulanza per il servizio di volontariato. Per gli altri, con gli altri. Chi conosce costui? Chi sa che ha perso il lavoro? Pochi o nessuno, eppure è un eroe nel senso più pieno, pulito e incontrovertibile del termine.Onore e rispetto a costui, a costoro. Le cose che fanno sono talmente grandi che non c'è bisogno né di giornali né di pubblicità. Ma stanno iscritte, marchiate a fuoco, nella storia silenziosa dell'umanità, quella più vera.

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