Ricordando Giordano Bruno

Il 17 febbraio del 1600 Giordano Bruno fu arso vivo per volere della Santa inquisizione. Quel rogo in Campo dei Fiori non si è mai spento. Da allora continua ad ardere per ricordare a tutti i delitti efferati di cui, nei secoli, si è macchiata la Chiesa. Una riflessione per ricordare il grande filosofo nolano. 

"Anche noi siamo cielo per coloro che sono cielo per noi". Con quest’intuizione poetica di fiammeggiante bellezza, Bruno scosta le fiamme del rogo, restituisce purezza al pensiero dissacrato dalla Chiesa, quella dannata voglia di distruggere tutto ciò che non è in linea, che è impuro. Con quest’intuizione scientifica, il frate di Nola avverte che non basta un saio per non ragionare di scienza: lui capisce che il mondo e l’universo sono relativi; inopinatamente pone le basi concettuali della teoria della relatività. Lui guarda il Vesuvio e sale su un altro monte, e capisce che il Vesuvio è relativo, è diverso a seconda del punto da cui lo si guarda. Ci ragiona sopra. E ci ragiona fino al punto di riuscire a pensare che lassù, da qualche parte dell’universo sconosciuto, qualcuno può guardarci, così come noi cerchiamo di guardare lassù; qualcuno guarda il nostro cielo, così come guardiamo il suo cielo. Il frate immagina che possano esistere altri mondi, altra vita, simile o dissimile: capisce. Sa che l’universo è talmente grande che rischia di contenere ciò che nessuno su quella Terra osava considerare: la vita. Capisce che l’universo è talmente grande che non c’è posto per l’inganno, l’inganno dell’ignoranza della propria Chiesa. Per questo le fiamme devono distruggerlo. Quattro secoli dopo i satelliti girano intorno alla Terra, e qualcuno di loro porta a bordo un telescopio talmente potente che riesce a rendere evidenti le tracce di pianeti extrasolari.Fra migliaia e migliaia di pianeti scrutati, è probabile che qualcuno di questi abbia condizioni climatiche simili a quelle del nostro pianeta. E forse ospita forme di vita. E’ possibile che fra miliardi di altre stelle, che fra centinaia di miliardi di pianeti che girano loro intorno, esistano forme di vita avanzate.Qualcuno, ancorché lontanissimo, potrebbe pensare che noi siamo cielo per lui. Ma le forme dell’ignoranza sono infinite, come l’universo. E i moderni epigoni dell’ignoranza inquisitoria del Vaticano, ora chiedono la riabilitazione di Giordano Bruno, avvertendo però che, per l’appunto, “non sarà facile riconoscere che non c’erano ragioni per non metterlo al rogo.”Tutto evolve: la società e gli stati, la scienza e la cultura e quant’altro. Ma la meschinità del pensiero è sempre uguale a se stessa. Non cambia mai. Riuscire quattro secoli fa a uccidere a un tempo la poesia e la scienza fu atto di orribile sconsideratezza, ma pensare di riabilitare la Chiesa (e non Giordano Bruno) con questi stratagemmi, porta a considerare che non è facile riconoscere che quando si è criminali una volta, si rischia di esserlo per sempre.    

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