Gocce d'acqua di vita. Pensando a Marco Pannella

Penso che Marco Pannella abbia deciso di morire. Personalmente ho vissuto con lui una bellissima esperienza amministrativa durata cento giorni, nell'ufficio di Presidenza della XIII Circoscrizione di Roma. In poco tempo mi ha insegnato tante cose. In poco tempo ci ha insegnato tante cose. 

Rovistando nelle mie tasche, nelle tasche della mente, ogni tanto ritrovo una sua citazione, un suo atto, una sua singolarità. Marco, non condivido molte tue idee, ma la tua figura imponente, gigantesca, fisicamente, politicamente ed intellettualmente, deve ancora stare qui, trovare una sua collocazione in questo deserto civile senza una goccia d'acqua. Marco, per favore, bevi queste gocce d'acqua di cui hai bisogno per la tua vita.Io so che tu stai dando la vita per la vita; per la vita di migliaia di persone in prigione che non vivono vivendo in tre o quattro metri quadri, accalcati come bestie in un carro verso il macello. Se il termine nobiltà, nel terzo millennio, ha ancora un senso, questo è il suo significato più puro. Sei un nobile antico che mantiene intatto il senso dell’irrealtà, avvolto nel tuo scialle di chimere, sorretto da quel senso innato della giustizia umana che è superiore ad ogni forma di religione, perché è esso stesso una religione. Fatta di uomini e non di dei improbabili. Bevi queste gocce d’acqua di vita. Non voglio emozionarmi ancora sapendoti altrove; voglio emozionarmi ancora sapendoti qui. 


Scrivi commento

Commenti: 0