L’Africa e la teoria della disumanità

La Chiesa non persegue obiettivi economici, sociali e politici – ebbe a dire Benedetto  a proposito dell’Africa - ma annuncia il Vangelo, che genera una irresistibile forza di pace e di riconciliazione forte e radicale”. Passi anche per la pacchiana ignoranza della storia di chi dice che il “Vangelo genera una irresistibile forza di pace”, ma…

Il Dio portato sulla punta della spada dai Crociati (1.095-1291); gli archibugi e le bibbie dei conquistadores  (primi decenni del 1.500); le spade e gli archibugi delle guerre di religione (seconda metà del cinquecento); gli strumenti di tortura dell’inquisizione e i fuochi dei roghi (per quasi seicento anni); le infinite lotte fra Guelfi e Ghibellini fra il XII e il XIV secolo. Solo questi brevi accenni (ma se ne potrebbero portare molti altri) in nome della croce, vale a dire del Vangelo, hanno prodotto nei secoli stragi di inenarrabile efferatezza e nequizie di rara malvagità.

Ma sorvoliamo su questi aspetti trascurabili delle affermazioni del Papa, e veniamo alla modernità. In realtà non v’è frattura: c’è una straordinaria continuità di carattere ideologico tra quanto accaduto in quei secoli bui, e il tentativo di neorestaurazione del Vaticano; una sorta di cinghia di trasmissione che tenta di traslare ai giorni d’oggi disvalori e dottrina, utilizzando ciò che di peggio si possa utilizzare per oliare questa cinghia:la disumanità. Ed è interessante osservare come chi si creda portatore di un nuovo umanesimo, ne sia invece il primo dei detrattori.In nome di Cristo e del Vangelo, per duemila anni, pur di perpetuare un potere quasi sempre secolare e quasi mai spirituale, la Chiesa, particolarmente le gerarchie cattoliche, sono andate "contro l’uomo", hanno avuto comportamenti e modi di essere e di manifestarsi inumani e disumani. Le stragi degli indigeni centroamericani e l’arsione delle streghe sono l’esatto indice di questa disumanità. La tortura inquisitoria è l’esempio più tranquillamente esplicativo di un comportamento disumano.

Il Papa, buon per lui si fa i suoi viaggetti in Africa. Girando, girando è approdato in Angola. Già in Angola. Dove regna l’Aids. Dove il problema è la sovrappopolazione, l’incontrollato incremento demografico. Dove il problema dei problemi è l’incremento demografico legato all’Aids: cioè i bambini che nascono, nascono con l’Aids. Il primo e più efficace dei rimedi (non a parer nostro, ma a parere dell’organizzazione mondiale della sanità) è il preservativo.
Ma quel signore di bianco vestito si permette di dire, dall’alto della sua totale irresponsabilità, che non devono usare il profilattico. La conseguenza di questo pensiero aberrante potrebbe essere la morte di chissà quante decine o centinaia di migliaia di persone che decideranno di non usare il preservativo e che, è evidente, non si asterranno contemporaneamente dall’avere rapporti sessuali.
La naturalità del rapporto sessuale (ancor più naturale in regioni della Terra dove la sera non si va al cinema) avrà la prevalenza sulla dottrina dell’astinenza o della continenza, forbite enunciazioni ideologico-dottrinarie senza alcun riscontro nella vita reale (nemmeno degli stessi preti); e che inoltre non trovano aggancio alcuno nelle enunciazioni delle sacre scritture. Ecco, tutto ciò è esattamente e perfettamente disumano, indegno dell’uomo. Non v’è alcuna differenza né teorica né pratica con il rogo di un’inquisizione: i presupposti ideologici e i risultati pratici sono gli stessi. La condanna a morte (atto pratico) in nome dell’ideologia (il presupposto teorico della dottrina). Il tutto in nome di un pensiero che Cristo non ha mai pensato.

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