Morte dolce, un diritto per ogni uomo

Quel piccolo momento di infinito respiro 

 

Immagino per un attimo un uomo, forse io, o una donna alla fine dalla vita. Non è facile, ma tento di farlo. In questo corpo stanco, troppo stanco, i pensieri, se ancora ci sono, sono un filo etereo confuso al quale appendere ancora l’abito dell’esistenza.

I pensieri vorrebbero pensare di più, essere più pensieri, ma c’è qualcosa che li ferma, li annichilisce, prorompe con tutta la propria cieca e indefettibile violenza a frustrarli, a vanificarli. Su quel mondo strano, all’esterno, parlano di speranza come sommo taumaturgo, e vorrei crederci, perché quando non ce la fai più puoi attaccarti solo all’illusione, gioco feroce, e tenerla stretta.

Ma in questo gioco d’illusione, c’è posto ancora per la vita? Essi, fuori, che guardano, hanno occhi di chi ambisce capire, ma non vuole entrare, vuole essere perfettamente fuori. Sì, le lacrime, sì i sussurri, ma fuori: essi sono fuori. Forse la morte appartiene loro, perché non capiscono che essi sono fuori. Non sanno perché ancora non hanno provato...Continua a leggere

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