Una definizione dell'amore

E il pensiero si fa materia e la materia pensiero. Non una nube offusca il firmamento; nuda ai miei occhi è la natura, così impudica che io stesso, pudibondo, trovo imbarazzo ad essere ancora troppo lontano da lei. 


La scia di luce della Via Lattea illumina, come una candela nelle mani di un dio curioso, la terra fredda: un gesto gentile sui prati grigi, sulle rocce eterne, su qualche rarissimo fiore che bianco riluce, come fosse proiezione di un astro smarrito. Mi svesto di ogni indumento e guardo il cielo. Posso farlo libero, senza che alcuno mi protegga, alieno da ogni paura o remora. Perché, se anche venisse il male, verrebbe sciolto nella sede senza fine dell'universo; verrebbe irriso nella vertigine ineffabile della contemplazione. Oltre il male, e ancora oltre c'è solo il bene.

Sta il Cigno gigantesco sopra la mia testa. Fra secoli esso starà ancora e guarderà e sarà guardato da altri uomini, uomini nuovi dai pensieri forse diversi. E noi saremo qui, sotto e dentro questo castello fatato di emozioni, sorpresi a vivere.


Il corpo nudo riceve un vento tiepido, come quello del mare, che ben conosco. Se questo vento non ci fosse potrei inventarlo, ma non sarebbe la stessa cosa. Non è la luce né il buio, non è il cibo né l'acqua né altro a darmi la vita: è questo vento, questo ricordo supremo.


Come è ingenuo pensare che il mondo sia fatto solo di uomini, lasciando che l'egoismo e la celebrazione della propria presenza sia l'unica cosa che conta! Come è piccolo racchiudere la vita dentro la gabbia delle pulsioni umane! Come è arrogante pensare di essere gli eletti!


Scende la confusione che domina l'universo nella mia mente: nessuno dirà mai se è meglio essere confusi o mortali, ma di certo c'è una splendida coincidenza fra  questa pazzia e il disordine che alligna nello spazio. Ove forse non c'è bisogno di regole, perché non c'è bisogno di sicurezza.


Sta anche la Lira sopra la mia testa, e sembra che Vega, la sua stella più luminosa, voglia essere un riferimento preciso a chi guarda il cielo, mentre le altre stelle dell'incerto Ercole, si addensano casualmente senza un ordine ben al di sopra dell'orizzonte; e già s'appresta la figura densa del Sagittario a coprire tanta plaga del cielo, dove la Via Lattea inizia il suo cammino verso l'alta Cassiopea.


Grazie. Se c'è un luogo e un momento per il ringraziamento, questo è il luogo ed il momento. Se c'è qualcuno o qualcosa che nulla pretende in cambio di  quello che dà, è questo cosmo dai tratti così miracolosamente espressivi. Il mio dono, che non è un contraccambiare, è il ringraziamento, tanto più vero poiché semplice…

 

Dal libro Il colore dell’universo  di Stefano Faraoni

 

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