L'incipit de "Il colore dell'Universo"

Da "Il colore dell'Universo" di Stefano Faraoni

 

Estratto:

Mi chiedo dove ho sbagliato. Ammesso che io abbia sbagliato.
Forse un peccato di presunzione, l'essere stato arrogante, qualcuno mi dice. Ma con chi? Ho forse fatto del male a qualcuno? Davvero è una così gran colpa cercare di capire e tentar di rendere edotti gli altri del mio pensiero? Ed esso è così turpe, così disdicevole e malvagio? Come s'io volessi coi miei scritti portare il male, e invece è tutto il contrario. Non riesco a pensare a cosa più buona ed utile e giusta che utilizzare il pensiero e rincorrere le vie del sapere, perché è possibile che anche per questo fummo creati; e se fummo creati con una mente, e se ci fu dato il pensiero, a qual scopo mutilarlo, renderlo sterile e vano, degradarlo al rango di quello delle bestie che null'altro ambiscono avere di quello che hanno, che null'altro vogliono pensare se non quello che pensano?
Come tutto è così strano e contraddittorio!

Guardo intorno questo paesaggio malarico, malconcio, e cerco di convincermi che anch'io non sono malato, ma è difficile poiché tutto sembra ostile: questi uomini che m'accompagnano e questa terra pericolosa, anch'essa pronta a rivoltarsi contro il tuo essere se non stai più che attento; eppure la natura infida non lo è tanto quanto gli uomini che la vivono, e che la guardano con timore e ne hanno rispetto. Rispettano però la natura, ma non gli altri esseri umani, e anche questa è una contraddizione perché l'uomo non è altri che la natura, il suo sommo prodotto, e sommo pertanto dovrebbe essere il rispetto per l'essere umano.
È vera una cosa: essi mi accusano di dubitare. Io non mi vergogno di ciò, ma non nego che prima o poi io possa credere. Per ora sto solo cercando; vorrei essere lasciato in pace, avere la tranquillità di cercare, ma la sola idea che possa farlo ingenera il sospetto ed il sospetto diventa facilmente peccato e quindi condanna.
Non posso, non posso pensare che tutto sia così semplice e dato: ciò è contrario alle mie più intime convinzioni. In verità il mondo e l'intero universo è bello poiché lo si scopre giorno dopo giorno e ogni volta esso muta e si trasforma, e cambia l'idea che di questo si ha, di modo che in questo gioco senza fine c'è la possibilità di intendere, di intuire quanto vasto e complesso esso sia: sconosciuto per molti versi ma non inconoscibile e tanto più sacro e simile a Dio in quanto discusso e approfondito.
Essi non capiscono che è anche per il loro bene che ho tentato di divulgare le mie idee; anzi essi, al contrario, mi dicono che è per il mio bene che devo distruggere, rinnegare tutto ciò che penso, l'intima bellezza di quello che sto provando. Ma io non chiedo loro di rinnegare ciò che pensano: ancorché opinabile, il loro intendimento non può essere distrutto, sì come vogliono sia il mio.
Stanno tentando di annullare la mia volontà, e forse ci riusciranno perché posseggono tutti gli strumenti per farlo; e laddove la costrizione della mente non basta, utilizzano quella del fisico e sapientemente dosano l'una e l'altra finché non dimostreranno al mondo ch'io ho torto. Vogliono che ammetta i miei errori e che giuri di non cadere più in fallo. Se solo avessi un po' d'autorità, un briciolo di potere per meglio combatterli...ma ho solo le mie idee, che sono lungi dall'essere certezze e convinzioni: esse sono solo idee, pensieri che non godono del supporto di milizie e di prigioni, non possono per ora competere col potere assoluto, con la perfetta autorità costituita che vive della propria infallibilità.
Oggi sono cosciente che quasi nulla ancora mi è stato fatto, perché ho la possibilità di redimermi; questo me l'hanno detto più volte: ma quanta stanca ipocrisia ho notato sui loro volti quando pronunciavano queste parole!
Non mi sono fatto ingannare dalle loro intenzioni colme di carità, pietose nei miei confronti, giacché i loro callidi sguardi erano più espressivi delle loro parole, e cercavano di leggere in me fino a che punto fossi realmente convinto; e sapevano che non avrei abiurato, perché conoscono gli uomini; hanno imparato a distinguerli, a parlar loro e a governarli...

Scrivi commento

Commenti: 1
  • #1

    Erika (lunedì, 17 settembre 2012 18:43)

    Trama interessante e soprattutto attuale.